
Presentato il Rapporto “L’Italia dei 1000 Marchi Storici di Interesse Nazionale”
Il 15 aprile 2026, in occasione della Giornata Nazionale del Made in Italy, è stato presentato il Rapporto “L’Italia dei 1000 Marchi Storici di Interesse Nazionale”, realizzato dall’Associazione Marchi Storici d’Italia sui dati del Registro Speciale istituito presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy.
Il Rapporto accompagna il raggiungimento della soglia simbolica dei 1.000 marchi iscritti al Registro, confermando la crescente rilevanza di questo strumento come presidio di tutela, valorizzazione e riconoscimento del patrimonio produttivo nazionale.
L’analisi restituisce un sistema economico strutturato, diffuso sul territorio e fortemente integrato nelle principali filiere del Made in Italy. A marzo 2026, sono 780 le imprese titolari di Marchio Storico, per le quali risultano disponibili dati economici, che generano un fatturato complessivo pari a 93,6 miliardi di euro e garantiscono l’occupazione di 363.201 addetti.
All’interno di questo perimetro, le imprese riconducibili alle quattro “A” del Made in Italy – Agroalimentare e Vini, Automazione e Meccanica, Abbigliamento e Moda, Arredo e Casa – rappresentano l’asse portante del sistema, con 76,1 miliardi di euro di fatturato, pari a oltre l’81% del totale rilevato.
Il Rapporto evidenzia inoltre una crescita significativa della dimensione economica complessiva rispetto alle precedenti rilevazioni, sia per l’ampliamento del numero di imprese iscritte al Registro sia per l’incremento dei fatturati delle aziende già presenti.
La distribuzione regionale conferma la forza dei poli manifatturieri del Nord: la Lombardia guida la classifica per fatturato (49,1%) e numero di marchi (28,3%), seguita da Veneto (14,2%) e Piemonte (12,9%). Emerge tuttavia un radicamento profondo in tutto il Paese, con sistemi regionali come l’Emilia-Romagna, il Veneto e la Toscana che mostrano un’incidenza delle “4 A” vicina o superiore all’80%. Sotto il profilo settoriale, il Registro ha una natura strutturalmente industriale: l’88% delle imprese opera nel manifatturiero, dove l’Agroalimentare (44% del totale) e l’Automazione-Meccanica (25%) mantengono il ruolo di pilastri economici e numerici.
L’80% delle imprese assegna al Marchio Storico un valore strategico elevatissimo. Il 70% lo integra nei materiali istituzionali e il 46% direttamente sul packaging. Nonostante l’uso della versione internazionale “Italian Historical Trademark” sia ancora limitato al 25%, quasi la metà delle imprese (46%) ne prevede un utilizzo futuro, segnalando una forte volontà di crescita sui mercati globali come strumento di contrasto all’Italian Sounding.
Nel suo complesso, lo studio offre una lettura organica del sistema dei Marchi Storici, mettendo in luce il contributo di queste imprese alla competitività del Paese, alla continuità produttiva dei territori e alla valorizzazione del patrimonio industriale italiano.
