
SVILUPPO SOSTENIBILE DELL’AGENDA 2030
Quali iniziative concrete avete già avviato o state programmando per rispondere ai grandi processi e cambiamenti in corso (transizione verde ed ecologica, transizione digitale, sostenibilità)?
“Per Contrastare caldo e siccità stiamo pratichiamo il taglio dell’erba a filari alterni facendo attenzione nel periodo estivo a rompere il terreno nel filare dove non trinciamo per permettere all’acqua penetrare. Per farlo usiamo un ripper a 20 cm. Stiamo sperimentando inoltre dei portainnesti serie M, capaci di resistere meglio alle condizioni estreme quali: siccità ed alte temperature. Gestiamo l’inerbimento naturale che abbassa la temperatura dei grappoli di 10-12° C. Interveniamo su chioma, green harvest e tempi di vendemmia per preservare l’integrità delle uve. A partire dalla vendemmia 2026, le nostre uve sono raccolte in casse di plastica alimentare da 400 Kg. Invece, i Cru sono raccolti con la tradizionale cassetta da 20 Kg. Questo metodo di raccolta e trasporto delle uve è propedeutico a creare meno ammostamento possibile in modo da mantenere i nostri vini freschi e ricchi di colore. In conclusione, a partire dalla vendemmia 2025, tutti i nostri vini bianchi saranno imbottigliati in bottiglie in vetro scuro alleggerito. Questa decisione riflette il nostro continuo impegno verso pratiche produttive più responsabili, con l’obiettivo di ridurre l’impatto ambientale lungo l’intera filiera. Oltre ai vantaggi in termini di sostenibilità, il passaggio dal vetro trasparente al vetro scuro alleggerito ci permetterà di creare una maggiore coerenza visiva all’interno del nostro portafoglio, garantendo al contempo una migliore protezione del vino dall’esposizione alla luce."
INNOVAZIONE
Quale recente innovazione di prodotto o di processo o quale progetto di comunicazione innovativo ci vuole raccontare alla luce dei vantaggi di mercato che ha generato?
“La nostra innovazione consiste nel trasformare singole pratiche agronomiche in un modello integrato e replicabile di vigneto resiliente. L’elemento più innovativo è proprio la combinazione di selezione di nuovi portainnesti di serie M, più tolleranti allo stress idrico. A questo uniamo una gestione della chioma con maggiore ombreggiatura basale e una green harvest tardiva volta all'equilibrio quantità-maturazione-qualità, chiuso da una vendemmia condotta in finestre termiche ristrette per preservare l'integrità degli acini. Il vantaggio di mercato risulta nell'arrivare in cantina con uve nelle migliori condizioni possibili anche nelle annate estreme, garantendo una costanza qualitativa e una freschezza che il mercato riconosce come valore distintivo del brand.”
NUOVE COMPETENZE
Alla luce della sua esperienza, cosa si sentirebbe di consigliare a PMI con Marchio Storico per aprire sempre di più la propria azienda a nuove competenze integrandole al meglio con le generazioni familiari?
“Il consiglio è creare un vero patto tra generazioni. Alle generazioni più anziane spetta il compito più importante: comprendere e accogliere le nuove opportunità, non vederle come una minaccia. Le nuove competenze digitali, green, linguistiche e di mercato non cancellano la storia, la proteggono. Serve fiducia reciproca: i senior trasmettono identità e saper fare, i giovani portano innovazione tramite upskilling interno e inserimento di nuove risorse, anche internazionali. La mentorship deve diventare bidirezionale. In breve, innovare l'azienda non significa snaturarla, ma a proiettarla nel futuro.”
